Check out what UK Jazz Radio says about Csaba Toth Bagi - Aved Ivenda!




John Burdick (The Sweet Clementines)

“This is some serious high end fusion steeped in Balkan rhythms and Hungarian Gypsy influences. It captures the war torn sentimentalities yet rugged survivalist energy of the eastern european gypsies, mixed into a groovin' blues - jazz format.”

Copyright © Csaba Toth Bagi 2011

Guitar Buyers Magazine

“Csaba Toth Bagi - Aved Ivenda (Winter’s Coming) featuring a star studded list of artists within it’s line up including the sheer talents of Al Di Meola, Dave Weckl, Gumbi Ortiz and the equally incredible insights of Fausto Beccalossi on accordion which produces wonderful raw ingredients for the musician’s musician to be inspired by. There are two tracks on the album which honour Csaba’s Balkan root origins, “Esővel Megyek El” and “Volt Nékem Szeretőm”, along with a consignment of heavily blues laden, jazzy and highly involved instrumentation spanning all instruments and well worked out melodic lines and sustained bursts of inspired improvisation. Add into the mix an appreciative embellishment of Macedonian influenced keyboards thanks to Vasil Hadzimanov and you have a complimentary mix of smoothly interwoven musical tapestry just bubbling over with mutual appreciation of each other’s gifted contributions. Throughout there is a natural intuition and cohesive understanding of the music’s individual needs from the space to the business of when the band cooks - which in truth is all of the time, whether it simmers along or bubbles up a lot like a cauldron on top of a furnace. It’s funky, slinky, jazzy, beboppy and tighter than clamp all wrapped in virtuosity which is a celebration of creative intensity. With more than an hour’s music it’s an aural feast edging into tasteful elements of full blown fusion making it a rare project of worthy attention.”


Giulio Cancelliere (Strumenti Musicali)

“C’è molto di tradizionale e tanto di moderno nello stile di Csaba Toth Bagi. Figlio dei nostri tempi, solo apparentemente pacifici nella vecchia Europa, in realtà densi di fermenti intellettuali, storici e, ahimé, bellici, Csaba, ancora bambino, viene allontanato dagli incubi della guerra nella natìa Serbia e con la sua famiglia si stabilisce in Ungheria. Qui, la preziosa educazione musicale che gli viene impartita lo porta ad adottare prima il piano, poi la chitarra come strumento espressivo, ma, soprattutto, la scoperta del blues diventa fondamentale per forgiare il suo linguaggio. Già a sedici anni pubblica il primo disco, Crazy Clock, che lo fa acclamare come il Gary Moore ungherese. Seguono un omaggio a Jimi Hendrix e ad altri eroi e monumenti del blues elettrico come Muddy Waters, Peter Green e J.J. Cale, senza trascurare una vena pop e smooth jazz di matrice gypsy. La sua voce morbida, corposa, soul, si intreccia ad un drive chitarristico ora aggressivo, ora agile, sempre misurato. Sono caratteristiche che lo portano all’attenzione di Al Di Meola, il celebre chitarrista italo-americano, che ha collaborato al suo ultimo disco, Aved Ivenda (Arriva L’Inverno, in gypsy serbo-croato), ingaggiando uno strepitoso duetto elettrico nel brano omonimo, originariamente un malinconico canto tradizionale balcanico. L’album coniuga la coloritura blues di Csaba  con il piglio funk-fusion, la melodia jazz con l’incedere irregolare del rock balcanico e un certo romanticismo folk. Collaborano all’album gli statunitensi Dave Weckl, Ernie Adams e Butch Thomas; con loro il percussionista cubano Gumbi Ortiz (da oltre vent’anni partner di Di Meola), il tastierista macedone Vasil Hadzimanov e l’italiano Fausto Beccalossi alla fisarmonica, in una potente declinazione artistica della globalizzazione, un world-blues, che pare essere il paradigma del nuovo millennio.”